Collodi della Fata Turchina scriveva:
«una bella bambina, coi capelli turchini e il viso bianco come un’immagine di cera, gli occhi chiusi e le mani incrociate sul petto» .
Fa la sua prima apparizione nel capitolo XV alla finestra della sua
casa nel bosco, quando Pinocchio tenta disperatamente di sfuggire al Gatto e la Volpe
travestiti da assassini. «Con una vocina che pareva venisse dall’altro
mondo», dice al burattino che erano tutti morti in quella casa, compresa
lei, e che aspettava la bara per essere portata via (nel capitolo successivo sarà spiegato che la Bambina era in realtà «una buonissima
Fata, che da più di mill’anni abitava nelle vicinanze di quel bosco»).
S'impietosisce alla vista di Pinocchio impiccato alla Quercia grande,
così ordina ad un falco di liberare il burattino dal nodo scorsoio e
ordina al Can-barbone Medoro di portarlo alla sua casa con una carrozza.
In seguito la Fata consulta tre medici stimati (il Corvo, la Civetta e
il Grillo-parlante) per sapere le condizioni del burattino: il
Grillo-parlante riesce a farlo rinvenire e la Fata, appena si accorge
che Pinocchio è febbricitante, gli porge un bicchiere d'acqua con dentro
una medicina, ma che il burattino si rifiuta di bere poiché amara;
allora prova a convincerlo offrendogli una pallina di zucchero e
Pinocchio continua a rifiutare, ma si spaventa quando la Fata fa entrare
quattro conigli neri con una bara per portarlo via e accetta. Una volta
guarito, Pinocchio racconta alla Fata le sue peripezie, e il suo naso
comincia improvvisamente ad allungarsi per la moltitudine di bugie:
infatti la Fata afferma che «Le bugie, ragazzo mio, si riconoscono
subito! perché ve ne sono di due specie: vi sono le bugie che hanno le
gambe corte, e le bugie che hanno il naso lungo: la tua per l’appunto è
di quelle che hanno il naso lungo.» Dopo aver lasciato piangere il
burattino una mezz'ora per la lezione avuta, la Fata chiama un migliaio
di picchi per ridurre le dimensioni del naso, e gli annuncia che
Geppetto era stato avvertito di dove si trovava e che sarebbe arrivato a
momenti. Pinocchio è al colmo della felicità e decide di correre
incontro al babbo nel bosco, ma incontra il Gatto e la Volpe
che lo convincono a seguirli, facendogli credere che dagli zecchini
d'oro che possiede possa far crescere un albero pieno di monete per
poterglieli rubare.
Nel capitolo XXIII Pinocchio torna da una prigionia di quattro mesi e
al posto della Casina bianca della Fata trova una piccola pietra di
marmo su cui è scritto è morta di dolore per essere stata abbandonata da
Pinocchio.
Nel capitolo seguente Pinocchio giunge a nuoto assetato e affamato
nell'isola del paese delle Api industriose e accetta di portare una
brocca d'acqua a casa di una «buona donnina» che gli ha promesso come
ricompensa «un bel piatto di cavolfiore condito coll'olio e coll'aceto» e
«un bel confetto pieno di rosolio». Giunto a casa, dopo essersi
sfamato, riconosce improvvisamente nella buona donnina la Fata dai
capelli turchini, che si era finta morta e che da bambina si era fatta
improvvisamente donna. il burattino, che ora considera la Fata come una
mamma, e non più come una sorellina, le promette di diventare un buon
ragazzo e di frequentare la scuola, e lei accetta di adottarlo.
Successivamente la Fata, nel capitolo XXIX punisce Pinocchio che
aveva marinato la scuola e aveva rischiato di finire in prigione o
mangiato dal pescatore verde, e rimasto per tutta la notte con un piede
incastrato nella porta di casa mentre rientrava, con una colazione
composta da cibi di gesso, cartone ed alabastro. In seguito lo perdona
e, alla fine dell'anno scolastico, quando risulta il più bravo della
scuola, gli annuncia che l'indomani sarebbe diventato un ragazzo come
gli altri. Per festeggiare l'avvenimento la Fata organizza una festa per
tutti gli amici e i compagni di scuola di Pinocchio, il quale però,
mentre si reca ad invitare tutti gli amici, viene convinto da Lucignolo, il più scapestrato dei compagni di Pinocchio, a fuggire nel Paese dei balocchi.
Nel cap. XXXIII Pinocchio, trasformato in ciuchino, intravede tra il
pubblico del Circo dove si esibisce, «una bella signora, che aveva al
collo una grossa collana d'oro, dalla quale pendeva un medaglione. Nel
medaglione c'era dipinto il ritratto d'un burattino». Riconoscendo la
Fata, Pinocchio prova a chiamarla, ma dalla bocca gli esce soltanto un
raglio asinino; il direttore gli dà una bacchettata sul muso. per il
dolore Pinocchio si distrae un attimo, e quando riguarda tra il pubblico
si accorge che la Fata è sparita.
Nel capitolo XXXIV Pinocchio, ancora ciuchino, viene gettato in mare
perché, una volta affogato, la sua pelle venga utilizzata come membrana
di tamburo, quando invece riemerge tornato burattino, racconta al suo
sbigottito compratore che la Fata aveva mandato un branco di pesci
voraci per liberarlo dall'involucro asinino che lo rivestiva. Si getta
in mare per sfuggire al compratore che lo vuole vendere al mercato per
fare legna da ardere, e vede su uno scoglio bianco una caprettina dal
manto azzurro che gli fa segno di avvicinarsi. Pinocchio la riconosce
come la Fata, ma sfortunatamente poco prima di raggiungerla viene
inghiottito dal Pesce-cane.
Nel capitolo XXXVI Pinocchio e Geppetto, appena fuggiti dal ventre
del Pesce-cane e approdati a terra, si rifugiano in una capanna di
paglia e scoprono che il proprietario della stessa è il Grillo-parlante:
infatti una capretta dal pelo turchino gliela aveva regalata il giorno
prima, dicendo: «Povero Pinocchio... oramai non lo rivedrò più... il
Pesce-cane a quest'ora l'avrà bell'e divorato!...». Da queste parole
Pinocchio capisce che la caprettina era realmente la sua cara Fata.
Cinque mesi dopo, mentre si reca al mercato per comprare dei vestiti,
Pinocchio incontra la Lumaca, cameriera della Fata, che lo informa delle
pessime condizioni (di salute ed economiche) della stessa. Pinocchio le
dona tutti i suoi soldi affinché li porti alla Fata e si ripromette di
aiutarla ancora. Quella stessa notte la Fata appare in sogno a
Pinocchio, «tutta bella e sorridente», che dopo avergli dato un bacio,
gli dice: «Bravo Pinocchio! In grazia del tuo buon cuore, io ti perdono
tutte le monellerie che hai fatto fino a oggi. I ragazzi che assistono
amorosamente i propri genitori nelle loro miserie e nelle loro
infermità, meritano sempre gran lode e grande affetto, anche se non
possono esser citati come modelli d’ubbidienza e di buona condotta.
Metti giudizio per l'avvenire, e sarai felice.» Appena si sveglia,
Pinocchio si accorge di essere diventato un ragazzo in carne ed ossa, e
in un portamonete d'avorio che si trova in tasca legge che la Fata
restituisce i quaranta soldi e lo ringrazia della sua bontà, ma al posto
dei quaranta soldi di rame, che Pinocchio aveva affidato alla Lumaca,
si trova nel portamonete quaranta monete d'oro.
Quindi è evidente, che la Fata Turchina "costruita" dalla
Disney, è molto diversa dall'originale, vediamo perchè:
Nel film dà vita a Pinocchio, e ha molto meno importanza nell'educazione del burattino, avendo affidato il compito al Grillo Parlante.
Viene mostrata con un vestito azzurro ma con i capelli biondi
piuttosto che turchini. Nello sceneggiato televisivo del 1972, la Fata
(interpretata da Gina Lollobrigida) ha i capelli viola e si viene a sapere che era la
moglie del falegname Geppetto, che, essendo morta da molti anni, è
diventata uno spirito-fata che abita in una splendida casa sul lago, una
specie di bellissima anticamera del Paradiso, la quale può anche
svanire quando lei, già morta, viene per un po' richiamata completamente
in Paradiso, per poi tornare sulla Terra come spirito-fata, ed inoltre,
come magia bianca, sa aprire le porte chiuse a chiave, quando lo fece a
casa di Geppetto che dormiva e facendo finire anche la tormenta di
neve.
Testo realizzato grazie alle notizie presenti su WIKIPEDIA.